Il tema del mantenimento è complicato. Questo foglio informativo può pertanto fornire soltanto una panoramica.
1. Quando occorre pagare il mantenimento?
bisogna pagare il mantenimento quando sono soddisfatti i presupposti di cui ai punti 1, 2 e 3:
Presupposto n° 1
chi rivendica il mantenimento deve essere in stato di bisogno. Una persona è considerata bisognosa, quando essa stessa ha un reddito troppo basso e non dispone di un patrimonio significativo. I limiti sono differenti e dipendono dalla tipologia di mantenimento in causa come, per esempio, il mantenimento per minorenni o per adulti.
Presupposto n° 2
la persona che dovrà pagare il mantenimento deve essere solvente. È considerato solvente chi dispone di un proprio reddito sufficiente. Anche qui i limiti sono differenti e dipendono dal tipo di mantenimento.
Presupposto n° 3
l’obbligo di pagare il mantenimento è stabilito tramite leggi. Solo se esistono delle leggi applicabili, si può rivendicare il mantenimento e solo in questo caso occorre pagarlo.
2. Chi deve pagare il mantenimento? Chi riceve il mantenimento?
Nelle leggi sono stabiliti i seguenti obblighi di mantenimento: mantenimento per figli minorenni (sotto i 18 anni)
Chi convive con il suo bambino/la sua bambina, paga l’affitto e le spese giornaliere e, quindi, il “mantenimento naturale“. Chi non convive con suo figlio/sua figlia, deve pagare il mantenimento in denaro! L’ammontare del mantenimento dipende dal proprio reddito e dal numero dei figli. L’importo viene stabilito da un tribunale o dall‘ufficio di assistenza ai minori (Jugendamt). Chi ha figli minorenni, ha un aumentato obbligo di mantenimento.
Importante: tale aumento dell’obbligo di mantenimento si ha anche per i figli illegittimi fino ai 21 anni, che ancora frequentano la scuola e vivono nel nucleo famigliare di un genitore.
Questo significa: la persona che dovrà pagare il mantenimento deve fare il tutto possibile per guadagnare sufficientemente. Il reddito dev’essere, in caso di emergenza, impiegato fino al minimo di esistenza. Occorre fare degli straordinari, assumere un secondo lavoro o consumare il proprio patrimonio. Chi è disoccupato deve cercare intensamente lavoro e di questo deve anche darne prova! Chi si sottrae a questo obbligo, commette un reato (= violazione dell‘obbligo di mantenimento). Questo può comportare una denuncia o una condanna.
Avviso: il mantenimento per i figli deve essere pagato alla persona con la quale il figlio/la figlia vive. Spesso questa è la madre del minorenne. Il reddito di quest’ultima non gioca nessun ruolo per il pagamento del mantenimento. Questo vale anche dopo una separazione dei genitori.
Altri obblighi di mantenimento
Gli altri obblighi non sono sottoposti a un incremento. Esistono limiti differenti che definiscono a partire da quale reddito occorra pagare il mantenimento e se si debba usare il proprio patrimonio.
Mantenimento per coniugi separati e divorziati
Avviso: questo vale ovviamente anche per i matrimoni tra persone dello stesso sesso!
Dopo una separazione e anche dopo il divorzio esiste in molti casi un obbligo di mantenimento.
Questo è il caso se i redditi delle due persone variano. La persona con il reddito maggiore dovrà destinare una parte del suo reddito al mantenimento. La durata dell’obbligo di mantenimento dipende dal numero di anni del matrimonio. In linea di principio, ogni persona divorziata deve fare tutto il necessario per ottenere un reddito proprio in modo da poter vivere senza mantenimento. Tuttavia a volte ciò non è possibile o lo è solo parzialmente (es. per anzianità, malattia, educazione di figli comuni, assistenza a un comune figlio disabile adulto). In questo caso occorre continuare a pagare il mantenimento.
Mantenimento per la madre o il padre del figlio comune
Se i genitori di un bambino/una bambina non sono sposati e nemmeno convivono, il genitore con cui il/la minorenne vive ha il diritto di ricevere il mantenimento (per assistenza al figlio/ alla figlia).
Il mantenimento si deve comunque pagare soltanto solo se il genitore con il quale il/la minorenne vive non ha un reddito proprio sufficiente. Il diritto al mantenimento termina nella maggior parte dei casi con il terzo compleanno di un figlio/una figlia. Solo se esiste la necessità di un’assistenza costante al bambino/alla bambina, si deve continuare a pagare il mantenimento (ad esempio quando si tratto di minorenni bisognosi di cure).
Mantenimento per i genitori
Nel caso in cui i propri genitori necessitino di essere curati e assistiti, i figli hanno l’obbligo di mantenimento. Tuttavia: dal reddito annuale vengono detratti alcuni obblighi di pagamento, come per esempio i pagamenti di mantenimento per i propri figli. Se alla fine resta ancora un importo pari ad almeno 100.000 €, occorre pagare il mantenimento.
Ulteriori obblighi di mantenimento
In teoria anche i nonni hanno l‘obbligo di mantenimento per i loro nipoti e viceversa. Nella pratica invece questo non gioca nessun ruolo.
Importante: tra fratelli e sorelle non esiste l’obbligo di mantenimento!
Contemporaneità di diversi obblighi di mantenimento
Se esistono più obblighi di mantenimento contemporanei, si deve in un primo momento adempiere a quelli più importanti. A tale proposito la legge ha stabilito un ordine (= ranghi). In prima linea si deve pagare il mantenimento di 1° rango. Solo se alla fine rimane del denaro, bisogna pagare il mantenimento di rango successivo o di ulteriore rango.
- 1° rango: i figli minorenni non sposati e i figli fino a 21 anniche frequentano la scuola e che vivono con uno dei genitori
- 2° rango: tutti i genitori che prestano assistenza ai figli così come i coniugi e i coniugi divorziati in caso di un matrimonio di lunga durata
- 3° rango: coniugi e coniugi divorziati che non sono considerati nel 2° rango
- 4° rango: i figli non contenuti nel 1° rango (quindi, ad es., figli che studiano all’università o in fase di apprendistato)
- 5° rango: nipoti e altri discendenti
- 6° rango: genitori
Se non esiste denaro sufficiente per soddisfare tutti gli obblighi di mantenimento dello stesso rango, l’importo di denaro viene suddiviso (cosidd. caso di carenza).
3. Chi decide quanto mantenimento si deve pagare?
In linea di massima è sempre possibile mettersi d’accordo su base volontaria! Se questo non è possibile, il mantenimento viene stabilito da un tribunale o dall’ufficio di assistenza ai minori (mantenimento per figli) o dall’ufficio di assistenza sociale (mantenimento per genitori). Se la persona avente diritto al mantenimento percepisce l’indennità di disoccupazione (Bürgergeld), è il Jobcenter che richiede il pagamento del mantenimento e rivendica quest’ultimo dalla persona con obbligo di mantenimento.
4. Quanto mantenimento si deve pagare?
Normalmente l’ammontare del mantenimento dev’essere stabilito per ogni singolo caso. Perlopiù la cifra viene però accertata in base alla „tabella di Düsseldorf“.
www.olg-duesseldorf.nrw.de/infos/Duesseldorfer_Tabelle
5. L’ammontare del mantenimento può essere aumentato o ridotto?
Chi deve pagare il mantenimento, qualora gli venga richiesto, ha l’obbligo di comunicare il proprio reddito. Se quest’ultimo è aumentato notevolmente, è possibile rivendicare più mantenimento. Se invece la persona che paga il mantenimento guadagna – senza propria colpa – meno (almeno per 6 mesi) o se si aggiungono altri obblighi di mantenimento, l’ammontare del mantenimento può essere ridotto.
Avviso: chi deve pagare il mantenimento, deve fare di tutto per poterlo pagare. Chi perde il lavoro, per esempio, deve impegnarsi per trovare un nuovo posto di lavoro. Eventualmente si potrebbe rendere necessario mostrare prova della ricerca di lavoro.
Qualora si intenda modificare l’ammontare del mantenimento, conviene sempre mettersi in contatto con la persona interessata per trovare un accordo.
Se questo non è possibile, occorre modificare il mantenimento lì dove è stato stabilito inizialmente (vedi punto 3). Conviene in questo caso incaricare uno studio legale specializzato (in diritto di famiglia). In caso di redditi bassi è possibile fare richiesta di assistenza per la consulenza e di patrocinio gratuito presso la pretura (Amtsgericht) al proprio domicilio, per eventuali spese di avvocato e di tribunale.
6. Che cosa succede se non si paga il mantenimento?
Qualora non venga pagato il mantenimento stabilito, il pagamento può essere forzato con un pignoramento. In questo caso il tribunale definisce l’importo che deve rimanere alla persona che ha l’obbligo di pagare il mantenimento. Solo questo importo (che è spesso molto basso) viene lasciato, mentre il resto viene pignorato. In questo caso conviene rivolgersi a un ufficio di consulenza per debitori o a uno studio legale specializzato.
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